
Sono Lorena Beccaria, interior & product designer.
Benvenuta nel mio Blog: il mio spazio editoriale, dove condivido una visione di interior design fatta di calma, bellezza e armonia. Qui trovi ispirazioni, approfondimenti, novità dal mondo del design e tanti consigli pratici per creare una casa che ti somiglia davvero. Uno spazio pensato per accompagnarti nella creazione della tua Slow Cozy Home, attraverso lo stile Japandi — ma non solo.

Entrare al Cersaie di Bologna è ogni anno un’esperienza che va oltre la semplice fiera: è un viaggio dentro il mondo del design, dove materiali, texture e innovazione diventano linguaggi.
L’edizione 2025 ha messo in luce un’evoluzione chiara: il bagno si conferma uno spazio sempre più personale, intimo e sensoriale.
Non è più solo un ambiente tecnico, ma un luogo dove materia, luce e forma si fondono per creare benessere e armonia.
In questo articolo ti accompagno alla scoperta delle tendenze bagno 2025: un percorso tra grandi lastre, texture tridimensionali, materiali naturali e arredi dalle forme morbide — con un filo conduttore che riconduce sempre all’essenzialità dello stile Japandi.
Se vuoi scoprire come il Cersaie ha anticipato alcune di queste direzioni già lo scorso anno, leggi anche Cersaie 2023: tra novità e tendenze.

Le parole chiave del Cersaie 2025 sono matericità e sostenibilità.
Le superfici non si limitano più a riprodurre fedelmente materiali naturali, ma ne reinterpretano la profondità, il tatto, la luce. Le aziende propongono ceramiche e gres che comunicano attraverso micro-rilievi, smalti cangianti, venature realistiche e texture capaci di restituire una sensazione quasi tattile.
Accanto alla ricerca estetica, cresce la consapevolezza ambientale. Sia i prodotti che i processi produttivi si fanno sempre più sostenibili, riducendo sprechi e impatti, e pensando anche al recupero del prodotto a fine vita, mentre la durata nel tempo diventa un valore estetico in sé.
In questo contesto, la bellezza del design non è più solo ciò che si vede, ma anche ciò che si sente e che dura.
Il bagno diventa così uno spazio “gentile”: tecnologicamente avanzato ma visivamente e sensorialmente accogliente, dove la sostenibilità si percepisce nella qualità dei materiali.



Uno degli aspetti più evidenti delle tendenze bagno 2025 è la libertà di combinazione.
Le grandi lastre ceramiche, ormai vere protagoniste del design contemporaneo, convivono con i piccoli formati in un dialogo che alterna continuità e ritmo visivo.
Le lastre sottili vengono utilizzate non solo su pareti e pavimenti, ma anche su arredi, lavabi e piani d’appoggio, per un effetto architettonico coerente e immersivo.
Allo stesso tempo, i piccoli moduli tornano a raccontare la dimensione artigianale: listelli, mosaici, esagoni e formati irregolari creano geometrie che decorano con discrezione.
Questo mix di scale e proporzioni porta una nuova libertà progettuale: il bagno non è più “rivestito”, ma costruito attraverso la composizione.
È un approccio che si sposa perfettamente con la filosofia Japandi, dove l’imperfezione e la varietà diventano parte dell’armonia.


Le grandi lastre sono il simbolo della pulizia formale e dell’eleganza contemporanea.
Permettono di creare ambienti fluidi, senza interruzioni visive, dove la luce scorre liberamente.
Questa continuità visiva trasmette calma e ordine, caratteristiche centrali nelle tendenze bagno 2025 e nello stile Japandi.
Se vuoi approfondire il tema del “total look” e capire come questa filosofia trasformi lo spazio bagno, ti consiglio di leggere Bagno total look: la tendenza di design che trasforma il tuo spazio.
Le superfici effetto pietra o marmo sono reinterpretate in chiave soft: venature delicate, toni polverosi, texture che evocano la natura senza imitarla in modo rigido.
L’obiettivo non è stupire, ma emozionare con discrezione.



Accanto all’essenzialità delle grandi lastre, tornano con forza i piccoli formati decorativi, che introducono dinamismo e identità.
Listelli verticali, mosaici, moduli trapezoidali o esagonali permettono di creare pattern delicati ma vibranti.
L’effetto è quello di un tessuto tridimensionale che aggiunge calore visivo, perfetto per ambienti che vogliono mantenere equilibrio senza rinunciare alla personalità.
Questa tendenza racconta un ritorno al dettaglio, alla cura e alla personalizzazione.
In uno stile Japandi, i piccoli formati possono essere utilizzati per marcare zone funzionali, come l’area lavabo o doccia, in contrasto con pareti neutre e omogenee.
È un modo per valorizzare la semplicità, creando ritmo e profondità senza eccessi.
La dimensione tattile è ormai centrale nelle tendenze bagno 2025.
Le superfici 3D, le ceramiche con micro-rilievi o lavorazioni effetto tessuto trasformano la percezione dello spazio.
Quando la luce incontra la materia, nasce un movimento silenzioso che anima le pareti e cambia nel corso della giornata.


Le aziende stanno investendo in tecnologie di stampa e smaltatura che permettono di ottenere effetti estremamente realistici: dalla pietra scolpita al cemento levigato, fino al legno spazzolato.
La novità è che la matericità non è più imitazione, ma interpretazione: una ricerca sensoriale che mette in relazione tatto, vista e luce.
Il bagno diventa così un’esperienza immersiva, multisensoriale, e profondamente emozionale.



Nel bagno 2025 la geometria si addolcisce e lascia spazio a linee più fluide e organiche.
I protagonisti sono mobili dalle forme morbide, con fianchi e bordi stondati che alleggeriscono visivamente lo spazio e trasmettono calma.
Questa morbidezza visiva invita a rallentare e a vivere l’ambiente con una nuova sensazione di armonia.
Le superfici diventano tattili e continue, quasi scultoree, in perfetta sintonia con la ricerca di equilibrio che caratterizza lo stile Japandi.
Specchi tondi, lavabi ovali e piani sinuosi dialogano tra loro per creare un linguaggio coerente.
È un design che accoglie e accompagna il corpo, in un gesto naturale e intuitivo.
La morbidezza delle forme si unisce a materiali solidi, come il legno o il grès, in un equilibrio di opposti: forza e delicatezza, struttura e leggerezza.
I materiali diventano narrazione.
Accanto ai laccati — opachi o lucidi — emergono superfici con texture 3D, finiture spazzolate e rilievi che restituiscono un senso di profondità.
Il cannettato si conferma anche quest’anno una delle tendenze più amate.
Viene proposto sia in legno, per un effetto naturale e caldo, sia in versione laccata colorata, capace di dare personalità e contemporaneità all’arredobagno.
Le aziende lo reinterpretano con approcci diversi: dalle vere e proprie finiture tridimensionali, che creano un affascinante gioco di luci e ombre, fino agli effetti 3D su superfici lisce, ottenuti con lavorazioni digitali o incisioni leggere.
Questo dettaglio decorativo, pur rimanendo discreto, aggiunge ritmo e movimento allo spazio, dialogando perfettamente con materiali neutri e texture naturali.


Particolarmente interessante è il lavabo in grès, protagonista delle collezioni viste al Cersaie: un’estensione naturale dei rivestimenti, per un effetto total look che unisce estetica e funzionalità.


Il grès permette di creare lavabi coordinati con pareti e piani, offrendo un’estetica pulita e continua.
Accanto a questo materiale convivono elementi in legno, pietra e marmo, che riportano la dimensione naturale e tattile all’interno dello spazio.
La combinazione di queste materie genera bagni caldi e sofisticati, dove ogni elemento dialoga in armonia.

Tra le novità più interessanti delle tendenze bagno 2025 troviamo la boiserie contenitiva, una soluzione intelligente che unisce estetica e funzionalità.
Si tratta di pannelli modulari che arredano e, allo stesso tempo, nascondono spazi contenitivi, nicchie e vani a scomparsa.

Ideale per chi desidera un bagno ordinato, senza rinunciare al design, questa tendenza risponde perfettamente alle esigenze di chi vive la casa con attenzione al dettaglio e all’organizzazione.
Nel bagno 2025 tutto ruota attorno al concetto di armonia e coerenza visiva.
Specchi, mensole, lampade, rubinetteria e portaoggetti vengono pensati come parte di un sistema unico, dove ogni elemento dialoga con gli altri per creare un insieme equilibrato e raffinato.
Le finiture si ripetono e si richiamano, generando continuità tra arredi, rivestimenti e dettagli.


Anche i radiatori e i termoarredi, si trasformare da elementi funzionali a componenti d’arredo a tutti gli effetti, capace di dialogare con mobili, materiali e palette cromatiche.
I nuovi termoarredi si integrano perfettamente nel progetto bagno, grazie a linee pulite, proporzioni leggere e finiture coordinate con quelle dei mobili o dei rivestimenti.
Ne risultano spazi coerenti e sofisticati, dove anche la componente tecnica contribuisce a definire l’identità estetica dell’ambiente.
L’attenzione ai dettagli, l’integrazione tra forme e materiali e la ricerca di equilibrio cromatico raccontano un approccio progettuale sempre più completo, in cui ogni scelta concorre a creare un bagno armonico, funzionale e visivamente fluido.
Il ritorno alla materia autentica è uno dei tratti più evidenti delle tendenze bagno 2025.
Il legno, nelle sue essenze più chiare e morbide, regala calore e un senso di comfort immediato.
Il marmo, con le sue venature irregolari, aggiunge eleganza e profondità, mentre la pietra naturale — levigata o porosa — restituisce una sensazione di autenticità che difficilmente si replica con altri materiali.

Combinare questi elementi significa riportare la natura all’interno della casa, creando spazi che evocano equilibrio e benessere.
In un bagno Japandi, legno e marmo convivono in modo armonioso: il primo scalda, il secondo nobilita.
L’obiettivo è creare ambienti che trasmettano calma e semplicità, ma con una presenza materica forte e avvolgente.

Il colore nel bagno 2025 diventa strumento di equilibrio.
Le palette privilegiano toni neutri e naturali: bianco avorio, sabbia, greige, argilla e grigio chiaro.
Queste tonalità permettono di valorizzare i materiali e le texture, creando ambienti rilassanti e visivamente coerenti.
Il colore nel bagno 2025 diventa strumento di equilibrio.
Le palette privilegiano toni neutri e naturali: bianco avorio, sabbia, greige, argilla e grigio chiaro.
Queste tonalità permettono di valorizzare i materiali e le texture, creando ambienti rilassanti e visivamente coerenti.

Tra tutte le tendenze emerse al Cersaie 2025, lo stile Japandi è quello che più rappresenta il modo contemporaneo di vivere il bagno.
Unisce l’essenzialità del design giapponese con la funzionalità calda e naturale del nordico.
Il risultato è un linguaggio fatto di equilibrio, proporzione e materiali autentici.
Nel bagno Japandi, la semplicità non è mancanza di decorazione, ma ricerca di armonia.
Ogni elemento ha una funzione e una presenza misurata: le superfici parlano con le loro texture, la luce modella gli spazi, i colori creano continuità.
È un approccio che invita a rallentare, a riscoprire il valore delle cose vere, e a trasformare il bagno in un luogo di calma e benessere quotidiano.
Se vuoi scoprire come ricreare questo stile anche negli altri ambienti di casa, leggi Come ricreare una casa in Stile Japandi: un connubio di eleganza e funzionalità.

Tra le collezioni che più mi hanno colpita al Cersaie 2025 c’è CottoMilano, firmata da Ceramiche Keope e disegnata da Domenico Orefice.
Una collezione che racconta il dialogo tra passato e presente, tra l’anima artigianale del cotto e la precisione tecnologica del gres porcellanato contemporaneo.
Le superfici di CottoMilano esprimono un’eleganza materica, calda e autentica, che risuona perfettamente con la ricerca di equilibrio e naturalezza che attraversa le tendenze bagno 2025.
Ho voluto approfondire il progetto parlando sia con Ceramiche Keope, che ne ha curato lo sviluppo, sia con Domenico Orefice, il designer che ha firmato la collezione.

CottoMilano nasce dal desiderio di riportare alla luce la bellezza senza tempo del cotto lombardo, proiettandola però nel linguaggio del design contemporaneo. A renderlo possibile è stata l’innovazione tecnologica: grazie a un lavoro di ricerca avanzata, Keope è riuscita a trasferire sul gres porcellanato la naturalezza, l’opacità e la morbidezza tipiche del materiale originario. La superficie ULTRAmatt, ad esempio, rappresenta un traguardo unico: una superficie, studiata in collaborazione con Unimore e oggetto di Domanda di brevetto in Italia, che combina grande opacità ed eccezionale tattilità, mai sperimentate prima su un prodotto ceramico. Inoltre, attraverso l’utilizzo di particolari materie applicate con impianti di stampa digitale di ultima generazione, è stato possibile ricreare una microstruttura superficiale identica a quella del cotto tradizionale, restituendo così la stessa percezione materica e artigianale. Il risultato è un materiale che mantiene tutta l’emozionalità del cotto fatto a mano, ma con le prestazioni e la versatilità richieste dai progetti architettonici più avanzati.
Non è un caso che la collezione si chiami CottoMilano: nasce infatti da una profonda connessione con la città e con la sua storia. Ispirata agli edifici rinascimentali meneghini, dai chiostri della Ca’ Granda a Santa Maria delle Grazie, la collezione racconta un pezzo di identità italiana e lo trasforma in linguaggio internazionale. Per Keope, valorizzare le proprie radici significa proprio questo: portare nel mondo il Made in Italy non come semplice etichetta, ma come cultura, sensibilità e saper fare. CottoMilano diventa così un ponte tra la memoria artigianale di Milano e le esigenze cosmopolite dell’architettura contemporanea.
Il cuore della sfida è stato riuscire a tradurre l’unicità del cotto artigianale in un materiale industriale come il gres porcellanato. Non si trattava solo di replicarne il colore o l’aspetto, ma di restituire quella sensazione tattile, calda e avvolgente, capace di evocare emozioni profonde. Trasferire questa irregolarità naturale in un prodotto ad alte prestazioni, resistente e ingelivo, è stato un percorso sfidante, reso possibile dal continuo dialogo tra la Fornace Curti, il designer Domenico Orefice e il centro ricerca di Keope.
CottoMilano si inserisce perfettamente nella visione di Keope, che da sempre vede il gres porcellanato non solo come materia, ma come mezzo per raccontare tradizione e innovazione, artigianalità e tecnologia, radici locali e visione globale. Questa collezione è un manifesto del DNA dell’azienda: da un lato celebra un materiale antico, simbolo di Milano e della sua storia; dall’altro lo rinnova attraverso l’innovazione tecnologica, rendendolo universale e adatto agli spazi urbani di oggi. In questo equilibrio tra passato e futuro si ritrova l’essenza del brand Keope e del suo modo di interpretare il Made in Italy nel mondo.

Questo progetto nasce inizialmente in occasione del SaloneSatellite di Milano, la fiera dedicata ai giovani designer under 35, dove realizzai personalmente in Fornace Curti i primi campioni di piastrelle fatte a mano. In quell’esperienza mi resi conto di quanto il cotto, spesso percepito come materiale tradizionale, potesse in realtà esprimere una forte contemporaneità: grazie ai suoi colori caldi, alla matericità della superficie e alla purezza che assume quando viene lavorato con stampi in gesso.
Il punto di partenza è stato proprio questo: reinterpretare il cotto valorizzando tre aspetti chiave – la finitura manuale della superficie, l’opacità naturale e i formati che richiamano la tradizione ma risultano oggi particolarmente stimolanti per architetti e interior designer.
La Fornace Curti ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso progettuale. Da un lato, osservare da vicino il lavoro degli artigiani mi ha permesso di comprendere in profondità i processi produttivi, un’esperienza che ha arricchito anche la mia collaborazione con Ceramiche Keope. Dall’altro, l’atmosfera stessa della Fornace – attiva dal 1890 in zona Barona ma con radici che risalgono al Rinascimento – mi ha trasmesso una forte influenza visiva e artistica: immagini, sculture e dettagli che fanno parte della sua storia sono diventati stimoli preziosi per il mio lavoro.
Inoltre, la Fornace Curti è un luogo vivo, condiviso con artisti e laboratori, e questo continuo scambio creativo ha inciso profondamente sul mio modo di progettare e sul carattere della collezione.
Uno degli aspetti del mio modo di fare design che emerge con forza in questo progetto è il surface design: la centralità della superficie negli oggetti e negli arredi e la sua capacità di adattarsi visivamente agli spazi. In un mondo in cui siamo costantemente immersi nelle tecnologie e nelle interfacce digitali, considero fondamentale tornare a materiali che si possano toccare, che trasmettano empatia ed emozioni e che ci facciano stare bene.
Per me il design contemporaneo deve creare luoghi e oggetti capaci di favorire consapevolezza, concentrazione e un rapporto più autentico con il nostro presente.
Le tre parole che meglio descrivono CottoMilano sono:
1. Empatia – perché è una collezione pensata per creare un legame diretto con chi la vive. Il cotto, con i suoi colori caldi e le sue texture, trasmette emozioni immediate e genera un senso di familiarità e accoglienza.
2. Contemporaneità – perché pur partendo da una tradizione antica, questa collezione la reinterpreta in chiave attuale. Formati, proporzioni e linguaggio estetico parlano agli architetti e agli interior designer di oggi, mantenendo viva la memoria ma con uno sguardo sul presente.
3. Da toccare – perché il vero valore di questo materiale sta nella sua superficie. È un cotto che invita all’esperienza tattile, a essere percepito non solo con gli occhi ma anche con le mani, restituendo così tutta la sua matericità.

Cotto Milano rappresenta la perfetta sintesi tra artigianalità e innovazione.
È una collezione che parla la lingua della materia: superfici calde, sfumate e naturalmente imperfette, capaci di trasformare gli spazi in luoghi autentici.
Un progetto che incarna il cuore delle tendenze bagno 2025, dove la bellezza è equilibrio, sensorialità e autenticità.
(Se vuoi vedere come evolve da qualche anno la nostra visione del Salone, leggi il mio articolo su Cersaie 2023: tra novità e tendenze).
Il Cersaie 2025 racconta un design che si fa sempre più empatico e sensoriale.
Il bagno non è più un ambiente tecnico, ma un rifugio di armonia, materia e luce.
Tra superfici tattili, arredi curvi, lavabi in grès e materiali naturali, il linguaggio del design contemporaneo si avvicina sempre di più a quello dell’anima.
🌿 E per me, che amo lo stile Japandi, è una direzione che sento profondamente mia: un modo di abitare che unisce equilibrio, bellezza e autenticità.
Sono Lorena Beccaria, Interior Designer & Home Stager. Progetto case e ambienti unici, per vivere gli spazi in piena armonia con la tua essenza.
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