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Sono Lorena Beccaria, sono una interior designer e home stager.
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Ottobre 16, 2023

Come la neuroarchitettura può migliorare le nostre case

la neuroarchitettura ci può aiutare a raggiungere il benessere nelle nostre case

La neuroarchitettura nasce dall'unione di due discipline: le neuroscienze (che studiano il funzionamento del cervello e del sistema nervoso, e le connessioni tra cervello e comportamenti) e l'architettura.

E' una disciplina che pone al centro l'uomo per creare spazi in grado di migliorare il suo benessere psico-fisico, indagando le nostre risposte emotive e comportamentali di fronte all'ambiente costruito. La neuroarchitettura sposta, quindi, l'attenzione dall'architettura in sé ai soggetti che ne usufruiscono.

L'ambiente fisico e l'ambiente costruito hanno un impatto grandissimo, sia a livello fisico, che a livello psichico sulla nostra capacità di portare avanti determinati comportamenti, sulle nostre abitudini e sul nostro stile di vita. Grazie alla neuroarchitettura riusciamo ad analizzare da un punto di vista scientifico le sensazioni e le reazioni che proviamo in un determinato ambiente.

Vediamo insieme, quindi, come la neuroarchitettura può aiutarci a creare degli ambienti che influiscano positivamente sulle nostre emozioni, sensazioni e sulle nostre azioni quotidiane. Leggi fino alla fine per scoprire uno strumento che rivoluzionerà il tuo modo di concepire gli spazi.

1. Quando nasce la neuroarchitettura

Possiamo ricondurre la nascita della neuroarchitettura ad un virologo, il dottor Jonas Salk, che negli anni '50 stava cercando di trovare di una cura contro la poliomelite. Salk lavorava da anni in uno scantinato senza finestre all'interno di un edificio di medicina, senza riuscire ad arrivare ad un risultato. Decise di prendersi una pausa e venne in Italia dove soggiornò per un certo periodo in un convento francescano nella Basilica di San Francesco d'Assisi.

La grandiosità degli spazi, la natura, le ampie vetrate, i soffitti altissimi, la serenità e la tranquillità del chiostro colpirono tantissimo Salk, che si sentì finalmente e nuovamente ispirato. Al suo ritorno riprese le ricerche e riuscì finalmente, insieme al suo team, a trovare il vaccino.

Questa esperienza colpì così profondamente Salk, che iniziò a studiare più approfonditamente come l'ambiente potesse influenzare la produttività degli esseri umani. Decise quindi di commissionare all'architetto Luis Kahn una struttura per la ricerca scientifica, il Salk Institute for Biological Studies, a La Jolla, in California, che favorisse la concentrazione e la creatività ricreando quelle condizioni che lui stesso aveva sperimentato in Italia.

Salk Institute progettato da Louis Kahn

Possiamo così dire che da qui iniziarono a diffondersi studi e filoni quali la psicologia ambientale, che poneva l'attenzione a come l'ambiente e il cervello interagissero tra loro, o come l'architettura organica.

Fred Gage, un neuroscienziato del Salk Institute, iniziò a studiare il cervello e scoprì che i comportamenti umani sono influenzati a livello biochimico dall’ambiente circostante. Capì quindi l'importanza degli spazi di vita nel condizionare le capacità cognitive e le risposte emotive. Fu così il primo che iniziò ad applicare i principi della neuroscienza nell’ambito architettonico, con il fine di progettare edifici che favoriscano il benessere psicofisico delle persone.

2. Ambiente e comportamento

L'ambiente influenza continuamente il nostro comportamento e la nostra mente, e al tempo stesso l'uomo tende a modificare l'ambiente e a plasmarlo in funzione delle sue esigenze.

E' davvero interessare capire come noi siamo il risultato delle nostre esperienze, del nostro vissuto. Ogni situazione che viviamo viene registrata e categorizzata dal nostro cervello, per aiutarci a decodificare il mondo e ciò che viviamo. Il nostro comportamento cambia in base all'ambiente in cui ci troviamo.

Ogni volta che entriamo in un ambiente, in una stanza, ci sono delle cellule presenti nell'ippocampo che si attivano inconsciamente e che sono specializzate nel riconoscere le forme geometriche e l'organizzazione dello spazio che ci circonda, elaborando le cosiddette mappe cognitive. Le mappe cognitive sono semplicemente la rappresentazione mentale dello spazio, che ci serve per orientarci e per pianificare i nostri percorsi e sono alla base delle emozioni e delle sensazioni che proviamo e delle decisioni che prenderemo.

mappe cognitive che si formano nel nostro cervello

Grazie alla neuroarchitettura, che studia in maniera scientifica e con diversi strumenti il comportamento del cervello rispetto ad un ambiente costruito, riusciamo a capire come l'ambiente possa influire sui nostri comportamenti, sulle nostre emozioni e sui nostri pensieri.

Uno dei primi campi di applicazione della neuroarchitettura sono stati gli ospedali: negli anni '80 il lavoro di ricerca dell'architetto Roger Ulrich, professore all'università Chalmers in Svezia, ha dimostrato quanto la presenza di una vista su un ambiente naturale, spazi aperti e l'utilizzo di colori rilassanti siano in grado di accelerare la guarigione dei pazienti e di ridurre lo stress e la richiesta di antidolorifici.

Un'altra figura di spicco che ha indagato il rapporto tra ambiente e comportamento umano è stato senza dubbio Alvar Aalto, uno dei principali esponenti dell'architettura organica. Aalto nel progettare insieme alla moglie il Sanatorio di Paimo in Finlandia - una struttura per i malati di tubercolosi - ricerca un miglioramento della qualità della vita dei pazienti, considerando nel suo progetto alcuni parametri nuovi per l'epoca: la luce e il calore solare, il raffrescamento naturale, le proprietà acustiche degli spazi, le esigenze di identità e privacy dei loro occupanti.

Sanatorio di Paimio, esterno
Photo Maija Holma-Alvar Aalto Foundation
Sanatorio di Paimio di Alvar Aalto, interni

3. Neuroarchitettura e risposta personale

La neuroarchitettura studia le reazioni all'ambiente costruito attraverso tutta una serie di test psicologici e attraverso la realtà virtuale, andando a misurare le risposte emozionali e corporee grazie all'utilizzo di piccoli sensori o strumenti che misurano la frequenza cardiaca, le onde cerebrali, i movimenti oculari, la temperatura corporea e la conduttanza cutanea.

Da tutto ciò e da numerosi studi sul comportamento del cervello emerge il fatto che non c'è una reazione universale ad un dato ambiente, così come ad un dato colore (ma del colore ti parlerò approfonditamente in un altro articolo). Ci sono moltissimi fattori che vanno ad incidere e a determinare le nostre preferenze ed il nostro gusto personale, in primis - e sicuramente l'aspetto più importante - l'esperienza vissuta, il nostro background, l'età, il genere.

test psicologici neuroarchitettura

Non possiamo quindi determinare che esiste uno stesso atteggiamento o una stessa reazione, ma possiamo trovare dei temi comuni alla maggior parte delle persone, come la necessità di percepire i nostri spazi di casa come un rifugio dove sentirsi protetti e avere una percezione di quello che ci circonda, come sostiene lo studioso Colin Ellard. Oppure la necessità di avere degli spazi ampi e aperti dedicati alla convivialità ed altri più piccoli e chiusi per affrontare emozioni e problemi.

4. Come applicare i principi della neuroarchitettura nelle nostre case

La parola d'ordine oggi quando si parla di progettazione di interni dovrebbe essere una sola: personalizzazione. E' fondamentale porre al centro del processo progettuale gli individui che andranno ad abitare quella casa e plasmare gli spazi seguendo i loro gusti personali, le loro abitudini e i loro colori felici, che sono il frutto del loro vissuto.

soggiorno con il giusto comfort visivo, acustico e climatico

A livello più generale, tre aspetti molto importanti, da tenere sempre in considerazione sono:

  • l'illuminazione (la poca luminosità, per esempio, genera stress perché non riusciamo a vedere bene le forme, i bordi, i confini)
  • le condizioni climatiche
  • l'acustica

E' quindi importante avere un buon comfort visivo, acustico e di temperatura.

Ambienti con soffitti molto alti favoriscono le attività creative, mentre ambienti più raccolti sono più adatti a svolgere attività di concentrazione. Anche l'organizzazione e l'ordine aiutano ad essere più concentrati e produttivi.

la biofilia e il portare la natura nelle nostre case

Un altro elemento che non possiamo sottovalutare è l'impatto della natura e degli elementi naturali sul nostro benessere psico-fisico. Inserire all'interno delle nostre case delle piante (o anche dei quadri o delle stampe a tema botanico), hanno un effetto benefico sul nostro umore. Questo è uno degli aspetti su cui si concentra la biofilia, una tendenza psicologica ad essere attratti verso ciò che è vivo e vitale e che si basa sull'assunto che l’attrazione dell’uomo verso la natura sia un istinto primordiale. Di biofilia ti avevo parlato in un articolo sulle ultime tendenze di interior design.

5. Inserisci i tuoi "colori felici" nella tua casa

Parlando di colore, c'è da fare un piccolo approfondimento. Il colore e i suoi effetti sono stati studiati da tempo.

La psicologia del colore studia la correlazione tra i colori e le emozioni. Il colore infatti è in grado di influenzare lo stato d'animo e le emozioni delle persone. Si basa sul presupposto che ogni colore abbia un suo significato universale (ad esempio il blu ha un effetto calmante e tranquillizzante, il rosso è il colore dell'energia, della passione,...). Ma questi significati in realtà non valgono per tutti.

Ognuno di noi percepisce il colore in modo diverso: i colori che realmente ci fanno stare bene, sono il risultato delle nostre esperienze, dei momenti felici che abbiamo vissuto; sono colori che si sono impressi nella nostra mente in maniera inconscia e che, riproposti nelle nostre case, ci regalano benessere e serenità. Al contrario, i colori che il nostro cervello implicitamente ha associato a delle esperienze negative, ci creeranno quasi una sensazione di fastidio.

Oggi voglio raccontarti che c'è un metodo per indagare quali sono i tuoi colori felici. Si tratta del RAH Colours Test, un test di associazione implicita che ci permette di identificare i tuoi colori felici, quelli che ti rappresentano e che ti fanno stare bene e che potrai utilizzare all'interno della tua casa o nel tuo posto di lavoro, o nel tuo abbigliamento.

Se anche tu vuoi scoprire i tuoi colori felici e avere una casa che ti rispecchi e che ti faccia stare bene, contattami per avere maggiori informazioni!

Io sono Lorena, interior designer, blogger e RAH Colours Consultant. Se vuoi rimanere sempre aggiornato sulle novità e le tendenze del settore dell'interior design e scoprire tanti trucchi da professionista per valorizzare la tua casa, seguimi sulla mia pagina Instagram.

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